Che cos’è una startup?

Che cos'è una startup?

Oggi cerchiamo di rispondere a questa domanda: che cos’è una startup? Ne parlano in tanti, ma che cosa significa, davvero, “startup”

Molto probabilmente sarà capitato anche a te di porti questo quesito, almeno una volta nella vita, magari una delle prime volte che hai iniziato a sentir parlare di questo fenomeno che iniziava a prendere piede anche qui in Italia.

Magari sei proprio qui, adesso, perché ancora non sei riuscito a definire in maniera univoca che cosa sia realmente una startup.

In effetti, non è così semplice trovare una definizione chiara ed esaustiva di che cosa voglia dire startup, (spesso non è chiaro nemmeno come sia corretto scrivere il termine). A dire il vero, esistono diverse definizioni che cercano di rispondere alla domanda “che cos’è una startup?”.

Alcuni continuano a definirla una piccola versione di una grande azienda, oppure la fase iniziale di avvio di un’impresa ma, in realtà, non è niente di tutto questo.

Esistono dei criteri, in Italia, per iscriversi al registro delle imprese ed essere catalogati come startup anche se, a dire il vero, i primi ad aver parlato, definito e descritto queste organizzazioni sono stati imprenditori affermati ed illustri esponenti dell’ecosistema innovativo imprenditoriale degli Stati Uniti.

Per farti comprendere al meglio, quindi, che cos’è una startup è necessario presentare le definizioni più importanti (e anche le più conosciute) che mettano in evidenza, ognuna a suo modo, gli aspetti fondamentali per capire il significato di startup e, in questo modo, provare a dare forma ad un progetto del genere.

Definizione di Eric Ries

La prima definizione che è necessario conoscere, per potersi destreggiare in questo mondo, è quella di colui che ha descritto per la prima volta la metodologia Lean Startup e autore dell’omonimo best seller: Eric Ries. 

Secondo Ries una startup altro non è che un’istituzione umana concepita per offrire nuovi prodotti o servizi in condizioni di estrema incertezza.

In questa definizione, come si può intuire, sono evidenziate due cose fondamentali:

  1. una startup è prima di tutto un’istituzione umana, quindi fatta di persone
  2. opera in una situazione di estrema incertezza. Chi ha fatto startup, infatti, potrà ben capire e comprendere la sensazione di smarrimento che caratterizza le prime fasi di vita di una nuova esperienza imprenditoriale che Eric Ries descrive in maniera esaustiva nel suo libro.

Definizione di Paul Graham

Un’altra definizione molto interessante da analizzare è quella del founder di uno degli acceleratori più famosi e importanti in circolazione, Y Combinator: Paul Graham.

L’imprenditore, in questo caso, definisce la startup come un’azienda progettata per crescere in fretta, assimilando al concetto di startup quello di crescita.

All’interno dello stesso acceleratore, infatti, la crescita settimanale desiderata e fortemente consigliata per coloro i quali decidano di entrare a far parte dell’agognato percorso di accelerazione è tra il 5 e il 10%.

Definizione di Steve Blank

Un’ulteriore definizione estremamente interessante da tenere a mente, che sottolinea un altro elemento importantissimo per comprendere in maniera profonda che cos’è una startup, è la definizione di Steve Blank, mentore di Eric Ries, professore all’università di Stanford e precursore del metodo Lean.

Secondo Blank, una startup è un’organizzazione temporanea che ha lo scopo di ricercare un business model scalabile e ripetibile.

In questo caso, invece, il professore mette in evidenza la natura temporanea della startup il cui obiettivo è rappresentato dalla ricerca costante di un modello di business che sia in grado non solo di essere scalabile ma anche ripetibile nel tempo e nello spazio.

Di fatti, a differenza delle grandi corporate che hanno un piano ben definito e strutturato da portare a termine nel lungo periodo, le startup hanno una visione più a breve termine (soprattutto nelle primissime fasi della loro vita) volte al fine di trovare, innanzitutto, un mercato a cui vendere la propria offerta e, subito dopo, validare il proprio modello di business.

Per le startup questo modello non è qualcosa di conosciuto a priori ma si costruisce, si adatta e si modella nel tempo, testandolo sul campo. È definito, quindi attraverso la messa in pratica e non solo attraverso la mera analisi.

In questo contesto, diventa di particolare importanza, l’apprendimento. L’obiettivo è di fatti quello di imparare sia una metodologia ed un processo funzionale alla buona riuscita di un progetto sia quello di imparare, di volta in volta, dai propri errori. Dal mercato verso quale direzione andare e cosa non fare la volta successiva.

Le startup che riusciranno a mettere in pratica un processo di apprendimento più veloce avranno più possibilità di sopravvivere e crescere rapidamente.

Business Model scalabile e ripetibile

Il modello di business, come suggerito da Blank, deve essere:

  • Scalabile: deve trovare un modello tale per cui all’aumentare dei ricavi, i costi non crescano in maniera proporzionale.
  • Ripetibile: deve poter essere possibile replicare il processo di marketing, di vendita, ecc.., non solo una volta ma ogni giorno con continuità e in luoghi geografici diversi tra loro e anche lontani (per esempio deve essere possibile e facilmente replicabile sia a Roma che a Parigi)

Requisiti per diventare Startup Innovativa in Italia

Per aiutarti a fare più chiarezza sul significato di startup all’interno dell’ecosistema italiano, esistono dei requisiti da rispettare nel caso in cui volessi fondare una startup innovativa.

Secondo l’art. 25 del d.l.179/2012 comma 2, una startup innovativa (società di capitali non quotata) deve rispondere a determinati requisiti:

  • È stata costituita da meno di 5 anni
  • ha sede principale in Italia
  • ha un valore annuo di produzione inferiore ai 5 milioni di euro
  • Non distribuisce utili
  • Ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi ad alto contenuto tecnologico
  • Non è costituita da fusione, scissione societaria o cessione di azienda
  • Inoltre, deve possedere almeno uno dei tre seguenti indicatori:
    • Il 15% del valore ottenuto tra il rapporto di fatturato e costi annui deve essere ascrivibile ad attività di ricerca e sviluppo
    • la forza lavoro complessiva deve essere costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori in possesso di una laurea magistrale.
    • L’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato.